Nell'ambito delle celebrazioni del 50° anniversario dell' "Ape Piaggio", Giorgio Martino e Paolo Brovelli hanno progettato la EurAsia Expedition 98: un itinerario di esplorazione e ricerca attraverso il continente eurasiatico. I due ideatori e protagonisti della spedizione, a bordo di due Ape tm 703, appositamente allestiti da Piaggio, partiranno da Lisbona (Portogallo) il 30 Aprile 1998 per giungere a Pechino (Cina), intorno alla metà di novembre dello stesso anno. Viaggiando a una media di 120/130 Km, in circa 200 giorni verranno attraversati ben 20 paesi (8 europei e 12 asiatici) - per un totale di circa 25.000 Km di strade, strade, molto spesso impervie e dissestate, e piste - toccando così alcune delle regioni più remote e affascinanti del globo: dai 2000 m dell'altopiano Anatolico ai 4000 di quello Tibetano; dai deserti di sabbia del Turkmenistan e dell'Uzbekistan alla sovrappopolata pianura Gangetica; dai mitici centri carovanieri dell'Asia centrale alle splendide città della Cina classica; dal Karakoram all'Himalaya. Estremamente diversificate a livello paesaggistico, etnico e politico-sociale, queste regioni offriranno molteplici spunti di ricerca. A causa del costante stato di instabilità politica di molti dei territori in questione, nonché della distanza - fisica e mentale - che separa il mondo occidentale da quello orientale, nel corso della storia furono pochissimi i periodi in cui fu possibile compiere interamente tale cammino. Dopo il disgregamento dell'impero creato nel XIII secolo da Gengis Khan e la fine della cosiddetta pax mongolorum, solo ora si stanno faticosamente creando le condizioni affinché queste due realtà entrino più profondamente in contatto. I cambiamenti verificatisi nel corso degli ultimi anni fanno sì che chi intraprenda oggi questo lungo viaggio abbia la possibilità di portarlo a termine senza che problemi burocratici, di frontiera o, ancor peggio, di conflitti in corso, ne interrompano il cammino.

LE TAPPE PRINCIPALI
Lisbona (Portogallo) - Madrid (Spagna) - Barcellona ( Spagna) - Marsiglia (Francia) - Montecarlo (Principato di Monaco) - Milano (Italia) - Zagabria (Croazia) - Belgrado (Iugoslavia) - Sofia ( Bulgaria) - Istanbul (Turchia) - Ankara (Turchia) - Erzurum (Turchia) - Tbilisi (Georgia) - Baku (Azerbaigian) - Erevan (Armenia) - Teheran ( Iran) - As˙ghabad (Turkmenistan) - Buhara (Uzbekistan) - Samarcanda ( Uzbekistan) - Tas˙kent (Uzbekistan) - Bis˙kek (Kirghizistan) - Kashi ( Cina) - Islamabad (Pakistan) - Lahore (Pakistan) - Amritsar (India) - Delhi (India) - Agra (India) - Benares (India) - Kathmandu (Nepal) - Lhasa (Tibet, Cina) - Lanzhou (Cina) - Xi'an (Cina) - Luoyang (Cina) - Pechino (Cina).

L'ITINERARIO DI VIAGGIO
Partendo da Lisbona, la spedizione toccherà alcune delle principali città del continente europeo: Madrid, Saragozza e Barcellona in Spagna, Montpellier e Nizza in Francia, Milano e Trieste in Italia, Zagabria in Croazia, Belgrado in Iugoslavia e Sofia in Bulgaria. Questo percorso consentirà di arrivare a Istanbul, l'antica Costantinopoli (prima, Bisanzio) vero e proprio spartiacque tra il mondo occidentale e quello orientale. Già capitale dell'impero romano d'Oriente e, in seguito, dell'impero Ottomano, da essa la spedizione imboccherà la direttrice che conduce alla frontiera con l'Iran passando per l'altopiano anatolico (800-1500 m) ove, per la conformazione del paesaggio e i costumi delle popolazioni, è già percepibile l'influsso centroasiatico. Superata Ankara (900 m), capitale della Turchia dal 1923, gli Ape giungeranno, attraverso strade più o meno scoscese e impervie, a Sivas (l'antica Sebaste) ed Erzurum (1800 m), visitate anche dalle spedizioni di Guglielmo da Rubruck e Marco Polo; quindi nell'Armenia turca - che ospita vette superiori ai 3000 m - e al monte Ararat (5122 m) dove, si dice, si incagliò l'arca di Noè dopo il Diluvio.Da Erzurum, già in pieno altopiano Anatolico, si possono incontrare interessanti villaggi rurali di tipo caucasico, più o meno dello stesso tipo di quelli che si andranno a incontrare proseguendo verso la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaigian. Di queste ultime repubbliche, oltre agli scenari naturali offerti dai monti del Caucaso, ove sorgono - quasi inaccessibili - antichissimi monasteri cristiani, sono estremamente interessanti le capitali, soprattutto Tbilisi e Erevan , baluardo della cultura armena.Bazargan, a 1615 km da Istanbul, è il primo centro abitato dopo la frontiera con l'Iran. La strada si snoda ancora tra elevate catene montuose, nella regione dell'Azerbaigian iraniano e, dopo altri 335 km, giunge a Tabriz (1348 m), la Taurinum visitata dai fratelli Polo durante il loro primo viaggio in Oriente. Qui la Persia, con spettacolari massicci montuosi e deserti, esprime tutto il suo fascino. Ancora 615 km ed ecco che alla vista degli Ape appare Teheran (1230 m), che con quasi sette milioni di abitanti e un'aria austera, dalle falde meridionali dei monti Elburz domina la piana costituita dal deserto piatto e pietroso di Kavir. A questo punto l'itinerario piega leggermente verso nord, imboccando, tra le montagne della storica regione del Khorasan, la rotta da secoli nota come Via della seta, che verrà seguita quasi rigorosamente fino alla valle di Fergana, nell'Uzbekistan sudorientale.Oltrepassati i massicci del Kopet Dag e il posto di frontiera (a Covdan, circa 1000 km da Teheran), si giunge in vista di As˙gabat, capitale del Turkmenistan, situata sul lunghissimo canale del Karakum. Di aspetto polveroso e moderno, la "Porta dell'amore" - come recita il suo nome (da as˙k, amare, e bad, porta) - per secoli centro di poco conto oscurato dallo splendore del vicino polo carovaniero di Merv (presso Mary), divenne la maggiore città del paese solo dopo la conquista russa (1881 circa). La strada per Mary (a circa 400 km), lungo il canale del Karakum, è punteggiata da numerose oasi, unici punti di ristoro per uomini e mezzi nell'estrema calura del deserto (45-50 °C). Il confine uzbeco si trova circa 250 km più a est, presso Cardzev, nel punto in cui, fin dai tempi più remoti, le carovane attraversavano l'Amu Darya. La prima città uzbeca di rilievo sul cammino verso l'Oriente è Buhara che, storicamente assai importante, ospita numerosi monumenti islamici e un nucleo antico splendido e ben conservato. Sita a meno di un centinaio di chilometri dalla linea di frontiera, in una grande oasi lungo il fiume Zeravs˙an e la ferrovia Transcaspiana, da essa è possibile effettuare un'escursione verso nord, nel bassopiano Turcanico; qui si trovano la città di Urgenc, la piccola città-museo di Hiva, e poco lontano, oltre l'Amu Darya e il confine turkmeno, Kunja-Urgenc (Urgenc Vecchia). Proseguendo verso oriente lungo il fiume Zeravs˙an ecco che, dopo circa 200 km, da lontano si scorgono le cupole e i minareti della mitica capitale dell'impero di Tamerlano, Samarcanda, che subito catalizzano l'attenzione del viaggiatore. é da Samarcanda che partono sia la strada per S˙ahrisabz - le cui rovine rappresentano una delle più alte espressioni dell'arte timuride - sia per Pendzikent, antica città carovaniera di origine preislamica alle pendici della catena montuosa del Tien Shan.L'itinerario prosegue, quindi, per Tas˙kent (a quasi 400 km da Samarcanda), moderna capitale uzbeca e sede del museo più interessante dell'Asia centrale, con opere d'arte islamiche e preislamiche. La tappa successiva (dopo altri 400 km) è Fergana (580 m), nel cuore della verdissima valle omonima, solcata dal fiume Syrdarja e orlata dalle maestose vette dello Tien Shan. Vi si giunge dopo aver superato città come Kokand e Margilan, le ultime - insieme alla stessa Fergana e a Os˙ - nelle quali i viaggiatori diretti in Estremo Oriente potevano (e possono) trovare ristoro prima di affrontare le dure prove del vasto altopiano del Pamir (che con un'altitudine media di 5-6000 m si è guadagnato il soprannome di "tetto del mondo") e dell'infocato deserto di Taklimakan (45-50 °C, in estate), ora in territorio cinese.Attraverso le strette gole e gli alti valichi (tra cui il Tuzas˙u, 3586 m) del Tian Shan, piegando verso settentrione, la marcia degli Ape giunge quindi in terra kirghiza: prima a Bis˙kek (già Frunze, la capitale del paese), quindi al pittoresco lago salato di Issyk-Kul, 1609 m s.l.m. I circa 600 km che separano Fergana da Bis˙kek, pur essendo estremamente interessanti dal punto di vista paesaggistico, si collocano tra i più impegnativi della spedizione e richiedono almeno tre giorni di marcia in condizioni alquanto difficili, sia dal punto di vista climatico (di notte il termometro può scendere sotto lo zero) che a causa della forte pendenza delle strade, la quale sottopone i motori a fortissime sollecitazioni.Puntando verso sud, dopo una breve incursione nella repubblica autonoma dello Xinkiang Uyghur (Cina occidentale), che ospita il villaggio di Kashi (già Kashghar, da millenni il nodo principale della Via della seta, dove i mercanti cinesi scambiavano le loro merci con quelli centrasiatici), la spedizione imbocca la famosa Karakoram Highway, una strada che si snoda lungo l'imponente catena montuosa del Karakoram. Di recente costruzione (circa vent'anni, ma l'apertura agli stranieri è avvenuta forse da un decennio), il suo interesse risiede soprattutto nella magnificenza degli scenari naturali. Inoltre, ubicata perlopiù nel Kashmir pakistano (da anni in guerra con l'India), attraversa un territorio estremamente "caldo" dal punto di vista politico.Valicando il passo Khunjerab (posto a un'altitudine di 4890 m), il faticoso viaggio prosegue in territorio pakistano posto in pieno subcontinente indiano. Si passerà, così, dalle vette himalayane alla valle dell'Indo, teatro di una delle civiltà più antiche del pianeta, le cui vestigia si possono ammirare tra le rovine delle antiche città di Mohenjo Daro e Harappa. Diverse città del paese ospitano monumenti di rilievo, una per tutte - oltre alla capitale Islamabad - Lahore, antica capitale dell'impero Moghul, ora capoluogo della provincia del Punjab, culla della religione sikh. Qui, tra Lahore e Amritsar (la città santa dei sikh, ove sorge il famoso Tempio d'oro) si trova l'unico confine aperto tra Pakistan e India. L'itinerario indiano passerà da Chandigarh, la "città ideale" progettata da Le Corbusier; Nuova Delhi, capitale dello stato; e Agra, percorrendo quindi la pianura del Gange fino a Benares, la più importante delle città sante indù. Tornando a viaggiare all'interno della catena himalayana, la spedizione proseguirà quindi verso il Nepal che, oltre a ospitare città come Kathmandu (la capitale) e Pokara, presenta magnifici scenari naturali, in particolare in prossimità del monte Everest o nelle regioni isolate del nord-ovest, come quella dell'Annapurna o del Mustang, aperta di recente e ad un numero limitato di visitatori. A nord, oltre la frontiera cinese, sorge l'altopiano Tibetano che occupa l'intera regione autonoma del Tibet. Qui, agli incantevoli e strabilianti paesaggi si aggiunge il fascino della cultura buddhista lamaista che ha prodotto, tra le altre, le splendide architetture del complesso di Potara. Il centro culturale della regione è Lhasa, da secoli, e fino agli anni Sessanta, sede del Dalai Lama. Questa zona rappresenterà il più arduo banco di prova per la spedizione, sia per gli uomini che per gli Ape, a causa delle cattive condizioni delle piste e dell'altitudine di alcuni valichi, posti oltre i 5000 m.Superato l'altopiano Tibetano, l'itinerario si ricongiunge (indicativamente in prossimità di Jiayuguan, nella regione del Gansu) con l'antica Via della seta cinese. In questa zona, dove ha termine la Grande Muraglia, ci si trova innanzi allo splendido spettacolo offerto dalle dune periferiche del deserto del Gobi, che si estende a nord, in Mongolia. Il percorso seguirà quindi fedelmente la Via della seta, passando per alcune delle città "classiche" più interessanti della Cina, come Lanzhou e Xi'an, l'antica capitale, e visitando diversi siti di grande importanza per quanto riguarda l'arte buddista. Dopo mesi di viaggio e dopo aver percorso un'immensa distanza sia fisica che mentale, la spedizione giungerà cos" a Pechino, pronta ad accogliere i due Ape con i suoi milioni di biciclette, i suoi bagni di folla e i mercati brulicanti di gente.

MATERIALE FOTOGRAFICO
Sono stati utilizzati apparecchi fotografici professionali 24x36 dotati di ottiche comprese tra 20 m e 400 mm, flash elettronici, stativi, rulli di diapositive con sensibilità da 25 a 3200 ASA e un apparecchio in grado di fornire immagini istantanee in caso di necessità. La dotazione comprendeva, inoltre, una macchina fotografica digitale, al fine di far pervenire via modem - in qualsiasi parte del mondo - le immagini della spedizione in tempo reale.

MATERIALE VIDEO
Il materiale video comprendeva una telecamera digitale di alta qualità e due luci continue (una da 500 W e una da 1000 W) al fine di consentire almeno 40 ore di girato con caratteristiche simili allo standard televisivo. Il materiale raccolto è oggi in postprododuzione in Italia per un montaggio professionale.
Va inoltre segnalato che sono stati appositamente preparati dei "pacchetti" del materiale di viaggio ad esclusivo uso delle aziende che hanno partecipato la spedizione in veste di sponsor, quantificabili in 30 minuti di girato e 200 pose 24x36.

COMUNICAZIONI
La spedizione era provvista di un telefono satellitare da interfacciare con un computer portatile.

NAVIGAZIONE E PERCORSI
Durante la spedizione è stata utilizzata la cartografia più dettagliata e aggiornata disponibile. Si è ricorso, laddove era necessario, a mappe militari e aeronautiche, in grado di fornire, con l'ausilio del GPS (Global Positioning System), precisi punti di rilevamento.

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